STOCCAGGIO RIFIUTI NELLA PROVINCIA DI TREVISO
SE.FI. ambiente gestisce un proprio impianto per la messa in riserva e lo stoccaggio dei rifiuti in tutta l'area del veneto, specialmente nella città di Treviso e nella sua provincia. Le varie tipologie di rifiuti vengono stoccate in aree separate e ben individuate, all'interno di contenitori adatti alla specificità dei rifiuti stessi. L'obiettivo, che l'impresa si prefigge, è di favorire il maggior recupero possibile dei rifiuti e nel minore tempo possibile.
Ci sono due fasi per la soluzione al problema dello stoccaggio: la prima fase riguarda lo stoccaggio di rifiuti all'interno della realtà aziendale, una seconda fase riguarda invece lo stoccaggio di rifiuti al di fuori della realtà aziendale. Studiare quale sia il miglior approccio al problema è di vitale importanza per pianificare costi e tempi degli interventi.
Fieri di lavorare in una delle province più pulite
e più attente alla salvaguardia dell'ambiente.
L’evoluzione normativa in materia di gestione dei rifiuti urbani, di rapporto fra la pianificazione regionale e provinciale e il parziale venir meno della privativa comunale, di obbligo di gestione all’interno di ambiti territoriali ottimali, sta suscitando un vivace dibattito e dubbi interpretativi. La situazione pare maggiormente delicata in considerazione del momento in cui si trova la legislazione ambientale, caratterizzata da riforme per fronteggiare situazioni di emergenza e da spinte di provenienza comunitaria e internazionale.
In base a un criterio risalente, l’art. 184 del d.lgs. 152/2006 classifica i rifiuti, secondo l’origine, in rifi uti urbani e rifi uti speciali e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
In relazione ai rifiuti urbani, la norma non contiene sostanziali modifiche rispetto al d.lgs. 22/1997.
In particolare, sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla precedente lettera, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell’art. 198, comma 2, lett. g);
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d’acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lett. b), c) ed e).
Il d.lgs. 152/2006, così come integrato e modificato dal d.lgs. 4/2008, ha apportato considerevoli modifiche alla disciplina sulla gestione dei rifiuti urbani:




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